Quando la semplice tv-spazzatura degenera in malattia mentale? Per capirlo bastava un veloce scorcio, oggi pomeriggio, alla pagliacciata messa su dai programmisti di Domenica Cinque condotto da Barbara D'Urso. Diseducativo e inutile, aveva il solo scopo di portare avanti il dilagante abbrutimento culturale e offendere la dignità e l'intelligenza umana.
Non mi sto riferendo alle patetiche apparizioni di cosiddetti "artisti" e veline, ma della oltraggiosa "intervista" a Donatella Papi (giornalista, ahimé) che sostiene di voler sposare Angelo Izzo, assassino e stupratore.
La mia immediata reazione è stata: "chi se ne frega", ma in seguito, dopo aver ascoltato qualche minuto di trasmissione, si è tramutata in disgusto e rabbia. Per l'occasione sono stati invitati la sorella di Rosaria Lopez, la diciassettenne stuprata e uccisa nel delitto del Circeo, e il fratello di Daniela Colasanti, amica di Rosaria, sopravvissuta al massacro grazie alla sua intuizione di fingersi morta.
La sorella di Rosaria Lopez non ha neanche risposto alla domanda della "diplomatica" D'Urso che rispetta il diritto d'opinione anche dei maiali e, giustamente, l'ha mandata a quel paese accusandola di non avere nessun rispetto per il dolore altrui: un minuto di invettive, e poi si è strappata di dosso il microfono e se n'è andata. La signora Lopez avrebbe anche potuto evitare di andare in trasmissione, rifiuto che sarebbe stato comprensibilissimo, ma, scegliendo di fare la sua comparsa, ha avuto l'unica reazione che un essere umano con sentimenti reali poteva avere.
Checché ne dica la D'Urso, quello non è un tipo di programma accettabile in un paese democratico, ma è solo una vergogna e la prova palese che chi scrive queste trasmissioni è convinto che l'opinione pubblica sia composta da persone stupide.
Osare invitare i familiari delle vittime di un delitto così orribile per "discutere" con un fenomeno da baraccone sulla sua decisione di sposare l'assassino delle loro sorelle, è un affronto ignobile e un'offesa per tutto il paese. La società dello spettacolo sta svilendo e impoverendo ogni emozione, sta mettendo in piazza ogni sentimento che dovrebbe essere privato e non rispetta il dolore altrui.
Non penso minimamente che Donatella Papi abbia intenzione di sposare uno stupratore, e il tutto dava la forte impressione di essere la solita buffonata architettata per distrarre il popolino ignorante (che sembra essere sempre la grande maggioranza della popolazione) da temi più importanti. Ci stanno per rifilare qualcosa che merita la concentrazione della gente che quindi va deviata su queste pagliacciate?
E seppure la Papi vuole sposare quello lì, perché la televisione, servizio pubblico, deve sprecare tempo su queste cose anziché approfondire temi importanti?
La Papi dice che ha le prove dell'innocenza del reo confesso Izzo e poi porta una letterina d'amore a supporto della sua tesi: è questo qualcosa a cui una rete televisiva nazionale deve dare spazio?
A quanta spazzatura ancora dovremmo assistere perché tutti, e con tutti intendo TUTTI, gli Italiani si sveglino e inizino a spegnere la televisione e aprire un libro?
Non sono molto patriottica, ma lo devo ammettere, dopo aver letto l'articolo di Scott Horton su Harper's Magazine "Judgment in Milan", una puntina di orgoglio l'ho sentita.
L'articolo parla della sentenza della corte di Milano che obbliga gli ufficiali della CIA che hanno illegalmente arrestato e torturato l'imam Abu Omar nel 2003 a pagare a lui e alla moglie un risarcimento di 1.5 milioni di euro.
Ovviamente il governo degli Stati Uniti si è dichiarato "deluso" dalla sentenza, in quanto la tortura è pratica comune per il Paese più democratico del mondo, e i loro interessi finanziari sono ben al di sopra dei nostri diritti umani.
Purtroppo però questa volta i criminali si sono imbattuti in giudici un po' retrò che hanno preferito dare più importanza ai diritti dell'uomo. Adesso i moderni legali dell'organo di spionaggio dello zio Sam commenteranno che al solito gli Europei hanno dato prova di essere parte del "vecchio mondo", mentre loro sono il simbolo della "nuova era": cosa credono questi giudici italiani, di vivere ancora nel 1789? Non lo sanno che adesso le regole sono dettate dall'interesse nazionale USA e Israele e che l'interesse di ogni altro Stato e i diritti di ogni altro cittadino non hanno nessun valore?
Dopo la campagna diffamatoria della stampa d'oltreoceano contro l'Italia, questo articolo è quanto mai benvenuto, soprattutto quando leggo le conclusioni in cui l'autore sottolinea la differenza nell'atteggiamento verso la tortura: mentre i giudici newyorkesi la giustificano dietro la solita manfrina dell'interesse nazionale, quelli italiani insistono nel punire chi ha calpestato i diritti umani dell'imam.
Questo avvenimento dimostra abbastanza chiaramente che essendo l'Europa il "vecchio continente" ha un bel po' da insegnare al "nuovo continente" americano che, nonostante le pataccate hollywoodiane con l'obiettivo di un diffuso lavaggio del cervello, dimostra in più casi di essere ampiamente incivile, brutale, arcaico e prepotente.
Leggo l'ultimo articolo di Antonella Randazzo sulla triste vicenda di Stefano Cucchi e non posso che provare rabbia di vivere in un sistema barbaro che ha fatto diventare la guerra e la violenza modo "naturale" di risolvere i problemi.
Nessuno si scandalizza quando sentiamo notizie di guerra e vediamo le foto di corpi straziati nelle guerre che i nostri governi organizzano a tavolino. Ci hanno abituato a questi orrori, e in questo modo ci hanno fatto diventare complici delle loro barbarie.
Dopo l'omicidio di Stefano Cucchi, il governo ha subito difeso i suoi assassini, ancora prima che venisse fatta l'inchiesta, giustificando, proteggendo e avallando un sistema fondato sulla violenza.
I telegiornali e i giornali nazionali continuano imperterriti a propinarci la propaganda che sempre un maggior numero di persone non beve più, e nonostante questo non accennano neanche a offrire analisi e ricerche più approfondite.
E' inaccettabile che un essere umano venga barbaramente ucciso dalle cosiddette "forze dell'ordine" e tutto passi in cavalleria. Il danno sarebbe irreparabile per la famiglia della vittima e per tutta la società.
"L'ho consegnato sano allo Stato e me l'hanno riconsegnato cadavere. Voglio verità". Queste sono le parole della madre di Stefano Cucchi, il 31enne ucciso in una caserma dei carabinieri di Roma.
E' un dovere per ogni singolo cittadino pretendere che sia fatta luce su questa ennesima violenza delle forze dell'ordine, che in teoria sarebbero pagate per proteggerci e in pratica sono addestrate alla violenza.
Se lo Stato non protegge i cittadini e opera contro di essi, deve essere delegittimato. Questo non è il primo episodio di violenza delle forze dell'ordine, è ora di finirla.
Non siamo più disposti a subire le ingiustizie di chi ci governa, l'elite al potere sta solo cercando di controllare le nostre menti e la nostra vita.
Sono loro al nostro servizio, non noi al loro, quindi che lavorino per il nostro benessere.
Quando un governo non obbedisce agli ordini del padrone statunitense, allora viene bollato come terrorista o marxista, ovviamente da gente che sa benissimo che può usare la definizione "marxista" in quanto la maggior parte delle persone non sa cos'è il marxismo, o meglio crede che il marxismo sia quello che giornali e TV ci dicono.
Tra l'altro da poco ho avuto il piacere di scambiare un paio di commenti con una signora statunitense ed è apparsa alquanto terrorizzata al pensiero del nuovo film di Michael Moore, in quanto Moore (secondo lei) starebbe cercando di distruggere gli Stati Uniti e i loro principi di libertà e democrazia. In quel momento ho pensato che non era il caso di risponderle.
Questo video fa vedere come il Presidente venezuelano Hugo Chavez ha risposto alla domanda cretina di un giornalista servo del potere. Fox News ovviamente.
All'inizio apprezzavo gli attacchi della stampa estera a Berlusconi, d'altronde era una copertura di notizie che dovevano fare. Poi questi attacchi hanno iniziato a essere un po' esagerati, lo spazio che i giornali inglesi hanno dato alle veline del premier italiano è pari a quello che hanno impiegato per gli scandali di corruzione degli inquilini di Westminster.
Adesso gli attacchi sono del più palese e patetico populismo, in cui la propaganda imperialista è tristemente evidente, a prova del fatto che mentre la mente umana si evolve, quella inglese è rimasta ai tempi del primo colonialismo.
Oggi il Times accusa persino Berlusconi di aver ostacolato il processo di pace in Medio Oriente per portare il vino al compleanno di Putin. Eh sì, l'intesa italiana con la Russia sta facendo crepare i padroni anglo-americani. Come ho sentito la notizia che Berlusconi sarebbe andato in Russia sapevo che i giornali inglesi ne sarebbero usciti con qualcosa di tipico stile british, ma pensavo a qualche velinata, e invece no, sono andati sul pesante, un argomento che colpisce, perché l'instabilità in Medio Oriente è quella che crea instabilità nel mondo intero.
E, diciamolo, gli inglesi di instabilità in Medio Oriente sono esperti, visto che sono loro che l'hanno causata. Ovviamente la nostra stampa filo-sionista deve obbedire agli ordini e continuare a fare a pezzi Berlusconi: ma cosa gli sarà saltato in mente di andare a trovare Putin? Non lo sa che se proprio vuole fare una gita deve andare solo a trovare Ehud Barak Obama?
E invece no, l'imprevedibile Berlusconi disobbedisce ancora, quasi a voler ribadire che lo stato di colonialismo in Italia sta diventando troppo stretto, e riafferma e consolida l'intesa energetica con i partner russi. Lo dovrà pur capire prima o poi, il padrone, che se gli Inglesi sono veri e propri sudditi che mai oserebbero nei loro sogni più proibiti mettere in dubbio la buona fede di sua maestà, gli Italiani sono anarchici dentro.
Le critiche che vengono dall'estero, tanto lodate dalla cosiddetta "stampa progressista" nostrana, che provvede a mettere in pratica quello che la tribù Bilderberg ha detto a Debenedetti, non sono più solo contro Berlusconi, ma contro tutta l'Italia e gli Italiani. Il Time ha perfino chiesto a Severgnini di sputare addosso agli Italiani (e lui ha obbedito ovviamente), e il Washington Post ha perfino ripreso dal Time per spiegare la complessità dell'Italia contemporanea. Con gli eccellenti pensatori e scrittori che l'Italia può contare, il meglio che hanno trovato è Severgnini, a prova della disperazione che fa loro raccattare di tutto e di più.
Tra stampa inglese e americana, credo che di Berlusconi sia stato detto tutto, adesso manca che lo accusino di essere il capo di Al-Qaeda e il quadretto è completo.
Consiglio vivamente la lettura, rilettura, riflessione e diffusione di un articolo di Paolo Barnard, "Ecco come morimmo", in cui il giornalista fa un'impeccabile e precisa analisi su come l'attuale sistema di potere ci dà l'illusione di vivere in una democrazia ma che in realtà di democrazia non si può parlare, in quanto sono pochi quelli che stanno bene e molti quelli che si sbattono per un tozzo di pane e principalmente per continuare ad arricchire gli stessi "pochi" che ci spremono come limoni (parafrasando Barnard).
Barnard si preoccupa di sottolineare il fatto che non c'è nessun complotto, e francamente non capisco perché lo dica, visto che poi descrive fino al minimo dettaglio un vero e proprio complotto. Sembra quasi lo sottolinei per paura di essere etichettato "complottista" e quindi perdere credibilità.
Un paio di signori in giacca e cravatta che assoldano intellettuali per fare il lavaggio del cervello alla moltitudine tramite televisione, giornali, programmi scolastici, e farci credere cose assurde tipo che per il nostro bene è giusto uccidere la democrazia, per me è un complotto. Semplicemente un modo veloce per definirlo. Chiamiamolo schema, piano, complotto, potere, sistema. Come lo definiamo non ne cambia la sostanza: ci stanno rovinando la vita, togliendo l'essenza della nostra umanità, rubando il tempo che potremmo passare a goderci il nostro pianeta con chi ci pare e piace, rubando l'empatia che ci spingerebbe ad aiutare gli altri anziché sospirare rassegnati se dall'altra parte del mondo vengono sterminati, limitando le nostre libertà civili e privandoci dei diritti umani più essenziali.
Capiamo cos'è il potere, chi lo detiene (davvero), chi lo difende perché magari meglio pagato di altri e ha paura di perdere i privilegi accordatigli, e poi agiamo. Nell'interesse di tutti.
E' successo. Nessuno se lo sarebbe mai aspettato, ma alla fine è successo: sono tornate le Brigate Rosse. E hanno minacciato di morte l'attuale premier.
Ora, la prima cosa che mi sono chiesta quando ho sentito lo "scoop" del TG1, degno del più elevato giornalismo investigativo, è stata: "Ma allora credono davvero che siamo tutti cretini". In effetti, pensiamoci: nel '78 Moro è stato rapito e ucciso, e oggi, trent'anni dopo, e sebbene abbiamo studiato nei bravi programmi scolastici intrisi di propaganda che i brigatisti erano assetati di sangue, sappiamo che Moro è stato rapito e ucciso dalla CIA. (Nonostante sia ormai risaputo, tuttavia, c'è da notare che i libri scolastici riportano la versione scaduta degli eventi, perché la propaganda deve continuare, a riprova che i padroni sono sempre gli stessi, che i servi, imperterriti e incuranti di apparire ridicoli, scrivono sotto dittatura, e anche che credono siamo tutti cretini).
Quindi? Se fanno fuori Berlusconi ci metteremo altri trent'anni a capire chi è stato? Ormai l'hanno visto tutti: sono tornate le Brigate Rosse, più feroci, cattive, e assetate di sangue che mai.
Non distraiamoci dal fatto che gli Stati Uniti non apprezzano la politica berlusconiana di avvicinamento alla Russia, o che Tremonti abbia abbaiato contro i desideri di potere di Draghi, o dal fatto che il centrosinistra abbia svenduto l'Italia alle banche anglo-americane. L'importante è concentrarci sulle Brigate Rosse, e anche sulle escort del premier, perché le veline che prendono gli aerei di stato sono i veri problemi dell'Italia.
Quindi la stampa "progressista" continua a rifilarci travagliate e severgninate, mentre i giornali inglesi, ogni volta che pubblicano un articolo su Berlusconi, diffamando lui, l'Italia e gli Italiani, perdono sempre un'occasione per spiegarci come il terrorismo ha avuto origine nelle riunioni Bilderberg. Visto che alcuni dei giornalisti inglesi sono gli unici ammessi a tali incontri, chi meglio di loro potrebbe spiegarci come i banchieri decidano delle sorti del mondo e poi i loro camerieri ratifichino gli ordini durante i vari G8 e G20?
Invece no, Berlusconi è sicuramente un argomento più importante, soprattutto se si pensa che l'abbassamento culturale sta raggiungendo i suoi massimi livelli storici e la gente non ha voglia di leggere complicati ragionamenti geopolitici: veline e festini sono decisamente più digeribili dopo una giornata di lavoro.
Quindi da The Times, a El Paìs (che delusione), a Newsweek, la stampa estera si è lanciata in una sfrenata campagna diffamatoria. Ma non è un complotto. Per carità non crediamo ai complotti. La lezione da imparare è: Berlusconi è basso e corrotto quindi non è adatto a dirigere l'Italia. Da auspicare un rapido cambiamento, magari con qualcuno del PD, sicuramente più zerbino filo-atlantista che sappia restaurare i floridi legami coloniali che ci legano al padrone, che hanno ridotto l'Italia in perenne crisi e che hanno sbattuto militari italiani a farsi ammazzare in Paesi di cui non avevano mai sentito parlare.
Il fatto che l'impero anglo-americano controlli l'Italia politicamente ed economicamente e la occupi militarmente, è rigorosamente da evitare nei libri di storia, perché né Brzezinski né Rockefeller hanno dato il permesso di scriverlo.
Quindi, ricapitolando, se con la bocciatura del Lodo Alfano è stato recapitato il messaggio a Berlusconi ("è meglio che te ne vai") con le buone, ora la messinscena del ritorno delle BR equivale allo stesso messaggio comunicato con le brutte?
Tutti messaggi che facilmente permettono alle persone di ricollegarsi ai fatti più famosi della storia italiana, architettati con arte e presentati all'opinione pubblica con ancora più arte: il Lodo Alfano ricorda Mani Pulite, quando si era progettata la fine di certa classe politica per introdurre quella più funzionale ai bisogni del momento, e nel mentre (giugno 1992), l'Italia veniva svenduta; ritirare fuori le BR (e tutte le reminiscenze di propaganda volte a colpire l'immaginario popolare collettivo) proprio in un momento in cui gli Stati Uniti dimostrano tutta la loro ostilità verso la politica estera italiana, è stata una scelta che ha fatto tremare solo quelli (per fortuna ormai pochi) che ancora credono a quello che i tg dicono.
In tutta questa battaglia mediatica e non, che vede coinvolte le alte sfere del potere, chi davvero ne farà (e sta già facendo) le spese sono i cittadini, al solito, che vedranno ulteriormente compromessa l'indipendenza dell'Italia, continueranno a vivere in una colonia senza personalità e continueranno a emigrare per trovare l'eldorado in paesi un tempo ricchi e ora prossimi al crollo.
Nessuno come Marco Travaglio è bravo a sminuire i problemi che sono alla causa dello sfacelo dell'Italia. Arrogante come pochi, dà messaggi fuorvianti e distrae l'opinione pubblica da quelli che sono i problemi fondamentali del nostro sistema. L'informazione è sempre più solo spettacolo, e Travaglio non è diventato altro che il tronista di Annozero.
Da vedere e meditare.
Ottimo video di Byoblu, breve ma che riassume efficacemente la situazione politica in Italia: i cittadini non contano niente, i politici contano poco e devono obbedire alle decisioni delle banche.
Come diceva Ezra Pound, i politici sono i camerieri delle banche.